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NUOVA NORMATIVA ETICHETTATURA ALIMENTI



 

In data 8 febbraio 2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 231/2017 recante le disposizioni applicative e le sanzioni relative al Reg. UE n. 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti.

 

Il suddetto atto normativo

“entrerà in vigore il 9 maggio 2018”

Le disposizioni di maggior interesse per le imprese rappresentate riguardano:

ALLERGENI

- l’obbligo di indicazione degli allergeni per i prodotti somministrati sul menù, apposito registro o altra modalità (CARTELLO) , ma sempre supportata da una precisa documentazione scritta, facilmente reperibile dai consumatori e dalle autorità di controllo;

- la sanzione per l’omessa indicazione degli allergeni (da 3.000 a 24.000 euro) e per l’indicazione con modalità difforme da quella normativamente prevista (da 1.000 a 8.000 euro) con possibilità di ridurre la sanzione pecuniaria fino ad un terzo per le microimprese;

- la conferma della disciplina del cartello (CARTELLO DEGLI INGREDIENTI) recante l’indicazione di tutti gli ingredienti per i prodotti di gastronomia, gelateria, pasticceria e panetteria. Tuttavia, l’obbligo di indicazione degli allergeni deve avvenire in riferimento al singolo prodotto;

PRODOTTI SURGELATI E CONGELATI

- l’indicazione di decongelato sui prodotti con applicazione delle deroghe previste, Reg. UE n. 1169/2011, allegato VI. (qui sotto riportato)

DENOMINAZIONE DEGLI ALIMENTI E INDICAZIONI SPECIFICHE CHE LA ACCOMPAGNANO

PARTE A — INDICAZIONI OBBLIGATORIE CHE DEVONO ACCOMPAGNARE LA DENOMINAZIONE DELL’ALIMENTO

1. La denominazione dell’alimento comprende o è accompagnata da un’indicazione dello stato fisico nel quale si trova il prodotto o dello specifico trattamento che esso ha subito (ad esempio «in polvere», «ricongelato», «liofilizzato», «surgelato», «concentrato», «affumicato»), nel caso in cui l’omissione di tale informazione potrebbe indurre in errore l’acquirente.

2. Nel caso di alimenti che sono stati congelati prima della vendita e sono venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione «decongelato».

Tale obbligo non si applica:

a) agli ingredienti presenti nel prodotto finale;

b) agli alimenti per i quali il congelamento costituisce una fase tecnologicamente necessaria del processo di produzione;

c) agli alimenti sui quali lo scongelamento non produce effetti negativi in termini di sicurezza o qualità.

Le disposizioni del presente punto si applicano fatto salvo il punto 1.

SPILLATURA DELL’ACQUA

Infine, ai commi 4, 5 e 6 dell’art. 19 vengono confermate le disposizioni già in essere con il vecchio art. 16 relativamente all’indicazione delle informazioni per le bevande vendute mediante spillatura, l’acqua trattata ed i prodotti dolciari preconfezionati ma destinati ad essere venduti a pezzo o alla rinfusa. (SI RICORDA CHE L’ACQUA SPILLATA NON Ė ACQUA MINERALE MA ACQUA PROVENIENTE DALLA RETE IDRICA, (Le acque minerali sono quelle riconosciute dal Ministero della Sanità, debbono essere imbottigliate alla fonte e non devono aver subito alcun trattamento chimico), PERTANTO E’ NECESSARIA LA CORRETTA ETICHETTATURA SULLE  CARAFFE E AL BANCONE VICINO ALL’IMPIANTO.

 

SANZIONI

Nel caso in cui non siano rispettati gli obblighi informativi sui prodotti non preimballati, saranno applicate le sanzioni previste dall’ art. 23, e segnatamente:

  • una sanzione amministrativa pecuniaria generale da 1.000 a 8.000 euro per la violazione delle disposizioni di cui all’art. 19;

 

  • una sanzione da 3.000 a 24.000 euro per l’omissione dell’indicazione degli allergeni presenti nei prodotti venduti o somministrati;

 

  • una sanzione da 1.000 a 8.000 euro per chi rende l’indicazione con modalità difformi da quelle previste, sanzione che nondimeno diminuisce da 500 a 4.000 se la violazione riguarda solo aspetti formali;

 

  • una sanzione da 500 a 4.000 per l’operatore del settore alimentare che omette nelle fasi     precedenti alla vendita al consumatore o alla collettività le indicazioni obbligatorie.

 

SANZIONI PIÙ SOFT PER MICROIMPRESE

Le sanzioni per l’omessa indicazione degli allergeni risultano le più alte anche se giova precisare che l’art. 27 prevede che per le microimprese, come definite dalla Raccomandazione 2003/361/CE (meno di 10 occupati e fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro) la sanzione amministrativa sia ridotta fino ad un terzo.

 

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Ricordiamo a tutti che il nostro UFFICIO HACCP, ha predisposto cartellonistica e Registri specifici per indicare gli alimenti allergenici, pertanto chi non avesse ancora il materiale necessario per ottemperare alla Legge, è invitato a reperirlo velocemente chiedendoci informazioni al riguardo.

 

Dott.ssa Rigo Simonetta, Dott.ssa Raspino Elisa 0172.413030 – servizioigiene@ascombra.it






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