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Sangalli: "è tempo di fare scelte coraggiose"

BLU.jpg Il presidente di Confcommercio, nel suo intervento all'Assemblea annuale, chiede al Governo una politica dei servizi per rilanciare l'economia.
“E’ tempo ora di fare scelte coraggiose”. Lo ha chiesto con forza il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, dal palco dell’assemblea annuale della Confederazione che si è tenuta a Roma all’Auditorium Conciliazione. Per tornare a crescere e recuperare competitività bisogna puntare sull’economia dei servizi perché manifattura ed export da soli non bastano a garantire la ripresa. “A scanso di ogni possibile equivoco – ha spiegato Sangalli - dirò subito che anche a noi è caro il sistema manifatturiero, per il presente e per il futuro del Paese, ma il settore oggi contribuisce per circa il 19 per cento alla creazione della ricchezza nazionale mentre i servizi di mercato vi contribuiscono per circa il 58 per cento. I servizi di mercato, inoltre, concorrono per circa il 53 per cento alla formazione dell'occupazione”. “Da qui – ha detto Sangalli - la nostra richiesta fondamentale e di lungo corso: una politica per i servizi - cioè un sistema di regole, di strumenti e di ragionevoli risorse - che supporti, anche in questo fondamentale comparto, i processi di rafforzamento della produttività”. Secondo il leader di Confcommercio, “mettere in campo questa politica era già necessario ieri. Oggi è un’emergenza. Perché, tra l'altro, sarà proprio il settore dei servizi a dovere assicurare, nel futuro prossimo venturo, il riassorbimento della disoccupazione e la costruzione di nuova occupazione, fondamentale per fare dell’Italia una società più attiva.
Sono allora necessarie scelte coraggiose per l’economia dei servizi. La confederazione ha presentato in particolare sette punti di proposte. “Il primo – ha detto Sangalli – è che non occorre meno concorrenza. La concorrenza fa bene alla produttività ed ai consumatori. Ma la concorrenza deve essere sempre a parità di regole e meno sbilanciata, vale a dire deve più incisivamente operare in settori ad essa ancora poco esposti”. Il secondo punto è “un piano straordinario per l'innovazione del sistema dei servizi, posto che l'innovazione - tecnologica, ma anche organizzativa - è un formidabile propellente di produttività aggiuntiva. Terzo punto, il commercio e le città: “L’identità e la vivibilità delle nostre città merita di essere non solo tutelata, ma anche promossa: con un miglior raccordo delle competenze in materia di concorrenza e di commercio; con l’integrazione tra urbanistica ed urbanistica commerciale; con la riforma delle locazioni commerciali e con crediti d'imposta per la ristrutturazione edilizia della rete commerciale; con la costruzione di distretti urbani e diffusi del commercio, che agiscano come tessuto connettivo del pluralismo distributivo”. Quarto punto: “Si rilanci l'impegno per raddoppiare, nell'arco dei prossimi anni, il contributo del turismo alla formazione del Pil del Paese, attestandolo così intorno al 20% del totale”. Quinto punto, “un Piano ed un Patto nazionale per la mobilità urbana per ridurre il costo della congestione valutato in circa 9 miliardi di euro all’anno”. Sesto punto: “Un progetto strategico italiano per la promozione congiunta dell'efficienza energetica, delle fonti rinnovabili e della cogenerazione”. Infine, Sangalli ha citato come settimo punto la necessità di “costruire le reti per la crescita delle piccole e medie imprese dei servizi”. “L’obiettivo deve essere quello di consentire a tutte le imprese, quale ne sia la dimensione, di ricercare maggiore efficienza e di meglio competere”. E in questo senso, ha osservato Sangalli, “la nostra responsabilità, la nostra scelta è quella di continuare a fare impresa e di non demordere: per il benessere nostro e delle nostre famiglie; per il benessere di chi con noi ogni giorno lavora; per il benessere del Paese”.

Inserito il 06/07/2010 0.00.00 | Letto 62 volte | Permalink # | Trackback

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