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Lavoro intermittente: senza valutazione rischi il rapporto diventa a tempo indeterminato



L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, nella lettera circolare n. 49 del 2018, chiarisce che il contratto di lavoro intermittente viene riqualificato in contratto subordinato a tempo indeterminato nel caso in cui il datore di lavoro non abbai adempiuto agli obblighi imposti dalla disciplina sulla sicurezza del lavoro. Ciò a tutela dei lavoratori a chiamata che sono più bisognosi di tutela in quanto non stabilmente inseriti all’interno dell’organizzazione

aziendale.

Con la lettera circolare n. 49 del 15 marzo 2018, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro interviene in materia di violazione delle disposizioni sulla sicurezza del lavoro (art. 14 D.Lgs. n. 81/2015) riguardo il divieto di stipula del contratto di lavoro intermittente in assenza della valutazione dei rischi.

 

Valutazioni giurisprudenziali

La Corte di Cassazione ha più volte espresso il principio in base al quale la contrarietà a norma imperativa di un contratto di lavoro “atipico” ne comporta la nullità parziale con conseguente conversione dello stesso nella “forma comune” di contratto di lavoro subordinato.

Tale principio è ancora più valido con riferimento alla protezione di lavoratori “che hanno minore familiarità con l’ambiente di lavoro, come accade di solito per il dipendenti “atipici” che non sono stabilmente inseriti nell’organizzazione aziendale.

Anche la Corte Costituzionale ha chiarito, in riferimento alla fattispecie del contratto a tempo parziale, come la sanzione della nullità del contratto di lavoro per contrarietà a norma imperativa non possa non trovare un necessario contemperamento nella necessità di salvaguardare il lavoratore cui il testo contrattuale si presume essere stato imposto. L’assenza della valutazione del rischio costituisce un vizio del contratto che va corretto, a prescindere dalla presenza di una norma “sanzionatoria” espressa.

 

Le conclusioni dell’Ispettorato

 

Alla luce delle osservazioni suesposte, l’Ispettorato del Lavoro conclude che il contratto di lavoro intermittente, in assenza del documento di valutazione dei rischi, si considera nullo, con conseguente riconducibilità del rapporto di lavoro alla fattispecie tipica del contratto di lavoro a tempo indeterminato.

In ogni caso, però, i trattamenti, retributivo e contributivo, dovranno essere corrisposti in base al lavoro, in termini quantitativi e qualitativi, realmente effettuato sino al momento della conversione.






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